Quando i Campi si Ribellano: La Rivolta degli Agricoltori Scuote la Germania

Quando i Campi si Ribellano: La Rivolta degli Agricoltori Scuote la Germania
Germania

In Germania, il fruscio delle foglie ha lasciato il passo al rimbombo dei trattori. Più di centomila agricoltori, con il ruggito dei loro motori, hanno dato vita a una manifestazione di proporzioni colossali, mettendo in ombra il brusio delle città e delle autostrade. La loro richiesta? La rivisitazione di due misure fiscali che rischiano di mettere alle corde i conti agricoli del paese.

La misura che ha acceso la miccia delle proteste è l’annunciata cancellazione dei sussidi sul gasolio agricolo. Il governo federale, tenendo a bada il debito pubblico che tornerà a essere sotto controllo nel 2024, ha deciso di sottrarre 21 centesimi di sovvenzione su una tassa di 47 centesimi per litro di diesel agricolo. Inoltre, ha fatto marcia indietro su una tradizione quasi centenaria, reintroducendo una tassa sulle macchine agricole che non veniva applicata dal 1922.

Le reazioni non si sono fatte attendere. In un pomeriggio qualsiasi, il traffico delle principali città e le autostrade si sono trovate paralizzate da una marea di trattori, mentre il grido di protesta degli agricoltori si elevava tra i clacson e le code chilometriche. La reazione del governo non è stata meno sorprendente. La coalizione governativa, un tripartito formato da socialdemocratici, verdi e liberali, ha dovuto indietreggiare, sospendendo nuovamente la tassa sui veicoli e dilazionando il taglio dei sussidi su una tempistica più estesa.

Nonostante l’impatto visivo di questa ribellione contadina possa suggerire il contrario, il settore agricolo rappresenta solamente l’1% del valore aggiunto lordo della nazione. Una fetta dunque non eccessivamente ampia del pilastro economico, il che rende la portata finanziaria della protesta meno significativa di quanto l’enorme adesione lascerebbe pensare. Tuttavia, il particolare momento economico ha amplificato le vibranti rivendicazioni degli agricoltori. Dopo un’annata eccezionale nel biennio 2022-2023, che ha garantito un incremento dei profitti medi per azienda del 45%, toccando la cifra di 115.400 euro, il taglio dei sussidi è percepito come una minaccia concreta e immediata alle prospettive future.

La situazione politica è altrettanto burrascosa. L’Alternative für Deutschland (AfD), il partito di estrema destra, non ha esitato a cavalcare l’onda del malcontento, sperando di far leva sulla protesta per guadagnare consensi in vista di tre elezioni regionali imminenti. Con una contrazione del PIL dello 0,3% prevista per il 2023, e una ripresa ancora incerta nel 2024, l’economia tedesca sembra camminare su un filo sottile.

Il malessere sociale non è confinato all’agricoltura. Lo sciopero dei macchinisti delle ferrovie tedesche Deutsche Bahn minaccia di immobilizzare il settore dei trasporti per tre giorni, un campanello d’allarme che echeggia nel settore industriale, il quale ha già registrato un calo dello 0,7% nella produzione di novembre.

Il 2024 si profila come un anno di sfide, con un panorama che include il rinnovo di circa venti contratti salariali, alcuni dei quali di rilevanza capitale. Gli aumenti salariali attesi si aggirano tra il 5 e il 5,5%, mentre i think tank tedeschi e le istituzioni finanziarie dipingono quadri di contrazione economica che oscillano tra lo 0,2% e lo 0,3%.

In questo clima di incertezza, la Germania si ritrova ad affrontare momenti cruciali, dove le decisioni prese nei prossimi mesi potrebbero influenzare in modo determinante il suo percorso economico e sociale. È con questo scenario che gli agricoltori hanno deciso di far sentire la loro voce, dimostrando che, nonostante la loro piccola percentuale sull’economia, l’unione e la determinazione possono ancora far tremare le fondamenta del potere.