L’allarme globale: il Mar Rosso fa impennare i costi di trasporto del 173%

L’allarme globale: il Mar Rosso fa impennare i costi di trasporto del 173%
Mar Rosso

Il panorama economico globale si trova di fronte a un nuovo ostacolo che minaccia di scuotere le fondamenta del commercio internazionale. La quiete che solitamente caratterizza le acque del Mar Rosso è stata scossa da un’inaspettata e significativa escalation delle tariffe di trasporto container, un fenomeno che ha visto un drammatico incremento del 173%. Questa anomalia preoccupante segna non solo un punto di svolta, ma è anche interpretata dagli analisti come un chiaro segnale d’allarme per l’economia mondiale.

Il Mar Rosso è da lungo tempo riconosciuto come uno dei corridoi marittimi più trafficati e fondamentali per il trasporto di merci tra Asia, Europa e Stati Uniti. Tuttavia, la sicurezza di questa via d’acqua vitale è stata minacciata dalle tensioni geopolitiche, che hanno costretto le navi mercantili a trovare rotte alternative. Queste deviazioni sono principalmente il risultato di una strategia di prevenzione contro possibili attacchi missilistici da parte dei militanti Houthi in Yemen, che hanno sostenuto di prendere di mira qualsiasi nave con collegamenti ad Israele.

La ridotta capacità di transito nel Canale di Suez a seguito di queste tensioni ha scatenato un’insidiosa catena di eventi economici. L’interruzione del traffico marittimo ha avuto come diretta conseguenza il crollo del passaggio delle navi in questa zona, calato di oltre il 25% negli ultimi giorni. Questo fenomeno ha lasciato gli analisti economici e i professionisti del settore con l’arduo compito di valutare le ripercussioni a lungo termine di questa crisi.

La situazione si è aggravata ulteriormente a causa del drastico aumento delle tariffe spot per il trasporto di container. Secondo i dati più recenti, l’invio di un container da 40 piedi dall’Asia al Nord Europa è salito oltre i 4.000 dollari, mostrando un incremento del 173% rispetto ai livelli precedenti allo scoppio delle ostilità. Le cifre sono ancora più allarmanti per le rotte che collegano l’Asia al Mediterraneo, dove i costi hanno toccato i 5.175 dollari, con alcuni operatori che hanno annunciato ulteriori aumenti a partire dalla metà di gennaio. In parallelo, il trasporto dall’Asia alla costa orientale del Nord America ha visto un incremento del 55%, toccando i 3.900 dollari per container.

I commercianti ora si trovano ad affrontare un dilemma: l’aumento dei costi di trasporto potrebbe minare la stabilità delle tariffe spot a lungo termine e perturbare i negoziati contrattuali che sono tipicamente finalizzati tra marzo e maggio. La maggior parte dei trasporti marittimi, infatti, dipende dai prezzi fissati in questi accordi a lungo termine.

Non solo il settore dei container, ma anche il mercato del trasporto di prodotti petroliferi ha risentito delle tensioni, con i prezzi per le petroliere che trasportano carburanti raffinati, come benzina e diesel, schizzati alle stelle. Le navi che seguono le rotte dal Mediterraneo al Giappone, attraversando il Canale di Suez, hanno visto un incremento dei guadagni da circa 8.000 dollari al giorno all’inizio di dicembre a 26.000 dollari all’inizio di gennaio.

Un’analisi dettagliata effettuata dai dati della piattaforma PortWatch ha rivelato un calo del 28% nei transiti nel Canale di Suez nei primi 10 giorni fino al 2 gennaio, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo dato drammatico dimostra un dirottamento del 3,1% del commercio globale dal Mar Rosso, enfatizzando la dimensione critica di questa via d’acqua, definita dal Fondo Monetario Internazionale come “di importanza sistemica” per i suoi oltre 19.000 transiti annui.

Con l’approssimarsi delle festività del Capodanno lunare cinese, si prevede un’ulteriore crescita della domanda di trasporto. Le aziende di spedizione sono sotto pressione per compensare i tempi di transito più lunghi, con il rischio di congestionare ulteriormente i porti e, di conseguenza, alimentare l’inflazione. La prospettiva di un effetto domino sui prezzi di diverse merci è una preoccupazione crescente, riflettendo il trend di aumento delle tariffe di spedizione che ha già colpito il settore.

In un panorama economico e finanziario globale già complesso, l’instabilità della situazione nel Mar Rosso rappresenta una delle sfide più significative degli ultimi anni, con conseguenze potenzialmente disastrose per il commercio internazionale. Gli esperti continuano a monitorare attentamente gli sviluppi, mentre il mondo attende con apprensione di vedere come la crisi si evolverà.