Il debito pubblico USA supera i 34mila miliardi: una bomba a orologeria economica

Il debito pubblico USA supera i 34mila miliardi: una bomba a orologeria economica
Debito pubblico Usa

L’economia degli Stati Uniti, la più grande potenza economica mondiale, si trova attualmente a dover scalare una montagna che minaccia di diventare sempre più ripida e insidiosa. Si tratta di una sfida titanica che si delinea all’orizzonte, con il Congresso impegnato nella corsa contro il tempo per approvare nuovi piani di finanziamento federale nelle prossime settimane. Il contesto è reso ancor più imponente dal fatto che il debito pubblico del Paese ha recentemente varcato una soglia che può essere tranquillamente definita spaventosa.

Per la prima volta nella storia, il debito pubblico degli Stati Uniti ha oltrepassato i 34.000 miliardi di dollari, come confermato dai dati ufficiali diffusi dal Dipartimento del Tesoro. Il 29 dicembre, si è registrato un “debito pubblico totale in essere” che ha toccato l’astronomica cifra di 34.001 trilioni di dollari. Questo dato non solo incute timore ma apre anche il sipario su una serie di domande riguardanti la sostenibilità finanziaria a lungo termine degli Stati Uniti.

A contribuire a questa vertiginosa ascesa del debito ci sono stati fattori vari e complessi. Il colpo più duro è stato inferto dalla pandemia globale, che ha messo in ginocchio l’economia, costringendo il governo a ricorrere a prestiti massicci per tentare di stimolare una ripresa economica. Questa situazione è stata aggravata dall’aumento dell’inflazione in fase di ripresa, che ha determinato l’innalzamento dei tassi di interesse e dunque ha reso più costoso per il governo il servizio del debito.

Questa crescita esponenziale del debito non è passata inosservata e si è trasformata in argomento di ferventi dibattiti politici tra democratici e repubblicani, soprattutto nel contesto delle recenti discussioni sui finanziamenti pubblici. Un segnale preoccupante è giunto in agosto, quando Fitch Ratings ha abbassato il rating di credito degli Stati Uniti da “AAA” a “AA+”, motivando tale decisione con il “continuo deterioramento degli standard di governance, in particolare per quanto riguarda la gestione delle finanze pubbliche e del debito”.

Il Congressional Budget Office ha proiettato un quadro a dir poco allarmante, prevedendo che il debito pubblico degli Stati Uniti potrebbe rappresentare una percentuale record del 181% del Prodotto Interno Lordo (PIL) entro il 2053. Tale proiezione suscita crescenti dubbi sulla solidità dell’economia americana. Gli analisti finanziari, tuttavia, evidenziano che il debito può rimanere gestibile per un certo periodo, a patto che gli investitori mantengano la loro fiducia nel governo federale e che l’economia continui a crescere a un ritmo sostenuto. Ciò permetterebbe al governo di finanziare i propri programmi senza dover necessariamente ricorrere ad aumenti delle tasse.

Il pericolo, però, si manifesta quando lo sguardo si sposta oltre l’immediato. Le proiezioni a lungo termine delineano rischi significativi per la stabilità finanziaria degli Stati Uniti. L’incremento del debito rischia di compromettere la copertura di programmi federali fondamentali come la previdenza sociale e l’assistenza sanitaria, colonne portanti della spesa pubblica nei prossimi anni. Un debito pubblico maggiore può inoltre alimentare l’inflazione e mantenere alti i tassi di interesse, influendo negativamente sul costo del rimborso del debito nazionale.

Un’ulteriore fonte di preoccupazione è legata alla composizione degli acquirenti del debito statunitense. Le partecipazioni estere, che un tempo si aggiravano intorno al 49% del totale, hanno subito un calo per attestarsi al 30% entro la fine del 2022. Paesi come la Cina, il Giappone, la Corea del Sud e le nazioni europee, che tradizionalmente hanno accumulato titoli del Tesoro americani, stanno riducendo le loro esposizioni, amplificando le incertezze legate alla gestione del debito pubblico degli Stati Uniti e alle sue ripercussioni a livello globale.

In conclusione, gli Stati Uniti si trovano di fronte a una montagna di debito pubblico che richiede una gestione strategica e attenta. La soluzione di tali problematiche è essenziale non solo per la stabilità finanziaria interna ma anche per prevenire ripercussioni negative sull’intero sistema economico mondiale. Il dibattito è acceso e gli occhi sono puntati sulle mosse del Congresso e sulla reazione dei mercati. La questione del debito pubblico statunitense si rivela essere una delicata partita a scacchi che richiederà saggezza e prudenza per essere risolta, con le pedine che si muovono lentamente su una scacchiera globale sempre più interconnessa e imprevedibile.