Addio lavoro? La lista nera dei mestieri che l’AI sta per cancellare, secondo il FMI!

Addio lavoro? La lista nera dei mestieri che l’AI sta per cancellare, secondo il FMI!
FMI

In un mondo in cui l’innovazione tecnologica guida l’evoluzione dei mercati lavorativi, l’intelligenza artificiale (IA) si fa strada con passo deciso, delineando un futuro in cui alcuni mestieri, per quanto radicati nella nostra società, potrebbero diventare obsoleti. Nel recente rapporto del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’organizzazione ha gettato luce su quelle professioni che, nell’era dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, rischiano di essere spodestati da algoritmi e macchine.

Il nostro esperto di economia e finanza, scandagliando il rapporto del FMI, ha evidenziato come il settore dei servizi sia il più vulnerabile alle ondate di cambiamento portate dall’IA. In particolare, ruoli quali gli operatori di telemarketing, i revisori di conti e i commessi di negozio si trovano in prima linea nel confronto con un avversario che non conosce stanchezza: l’intelligenza artificiale.

È noto che l’impiego dell’IA nei call center sia in costante crescita, con sistemi sempre più sofisticati capaci di gestire le richieste dei clienti senza l’intervento umano. I commessi, d’altra parte, si trovano a fronteggiare una realtà in cui l’e-commerce e i sistemi di cassa automatici riducono la necessità di un contatto diretto con la clientela. Anche il settore della revisione contabile vede l’avanzare di algoritmi capaci di analizzare enormi quantità di dati con una precisione e velocità inarrivabili per la mente umana.

Tuttavia, il fenomeno non si arresta qui. Anche lavori qualificati, come gli analisti di credito e gli agenti di borsa, potrebbero vedere la propria esistenza messa in discussione dall’ascesa dell’intelligenza artificiale. Queste macchine non solo elaborano dati a una velocità e con una precisione impensabili per un essere umano, ma sono anche in grado di “imparare” dai propri errori, affinando costantemente le tecniche di valutazione e di previsione dei mercati.

Il giornalista sottolinea inoltre che, persino nelle professioni giuridiche, l’IA sta facendo sentire il proprio peso. Basti pensare ai software che sono in grado di passare in rassegna migliaia di documenti legali in brevi lassi di tempo, un lavoro che richiederebbe settimane o mesi se svolto da un team di avvocati e paralegali.

Per non parlare del settore sanitario, dove l’IA ha mostrato la sua capacità di diagnosticare malattie con una precisione paragonabile, se non superiore, a quella dei medici specializzati. Radiologi e analisti di laboratorio si trovano così ad affrontare una realtà in cui la loro esperienza potrebbe essere integrata, se non in parte sostituita, da sofisticati sistemi di analisi basati sull’intelligenza artificiale.

Il rapporto del FMI riflette anche su come questa trasformazione possa comportare una ridefinizione dei percorsi formativi e professionali. La necessità di sviluppare nuove competenze, in particolare quelle legate all’innovazione tecnologica, diviene centrale nell’era dell’IA. La capacità di adattarsi al cambiamento, di aggiornare il proprio bagaglio di conoscenze e di sviluppare una maggiore flessibilità cognitiva sarà fondamentale per i lavoratori di oggi e di domani.

Nonostante il quadro disegnato dal FMI possa sembrare preoccupante, il giornalista ci ricorda che la storia è costellata di trasformazioni lavorative.